01/02/2009
Piero, tra mare e laguna
| “Nuova Scintilla”
|
cultura
Lo scaffale…dei libri
Piero, tra mare e laguna
Quando l’amore per la propria città (Chioggia nella fattispecie) diventa… ereditario: è il caso di Piergiorgio Bighin, cui questo amore l’ha trasmesso il proprio padre Michele, indimenticato sindaco di Chioggia, autore anche di un volumetto, uscito nel 1989, “Ruiblas che andeva a pescare in Dalmansia nel 1934”, sorta di racconto in presa diretta della vita in mare, alla pesca, di un anziano pescatore chioggiotto dal nome piuttosto originale... E dove l’autore imbastisce un “focoso” confronto tra il passato (lavorativo) e il presente (sociale, economico e politico), avventurandosi in un azzardato confronto nientemeno che fra lo stesso Ruiblas e Pasolini, protagonista a Chioggia di una burrascosa notte il 31 dicembre 1951. Bighin junior ha seguito la scia lasciata sul mare da Michele senior, ambientando i suoi due libri finora editi nel fluido elemento, il mare appunto, pubblicando prima “Trucioli di mare”, uscito nel 1988, e ora “Piero delle vele”, quest’ultimo una sorta di continuazione del primo, anche se in chiave lievemente diversa. Il fine però è lo stesso: l’insegnamento che i giovani possono trarre dall’esperienza di vita degli anziani. Psicologo per vocazione e per professione, P. Bighin ha indubbiamente attinto ai racconti orali e alla memoria paterni, per poi distaccarsene sulla base della sua erudizione e fantasia personali. Superfluo qui riassumere il contenuto dei racconti inseriti nel libro, in bilico fra fantasia e realtà e che lasciamo alla curiosità dei lettori. Due sottolineature ci preme fare in questa sede: questo libro di “storie di mare e di laguna” è stato pensato e scritto specificatamente per i ragazzi (ai quali è già stato presentato di recente in due occasioni) perché Piero, il protagonista-guida del libro, altri non è se non uno di loro, che, come tanti suoi coetanei, vive la sua fanciullezza “in vista” della sua maturità, pagando anche il prezzo della sua esperienza esistenziale. In secondo luogo, come precisa l’autore, il libro si inserisce all’interno di un progetto denominato “Ponte intergenerazionale”, un ponte destinato ad unire idealmente le vecchie alle nuove generazioni, non rinnegando le prime ma nemmeno denigrando le seconde, che dalle prime hanno avuto e hanno sempre tanto da apprendere. E così l’anziano maestro d’ascia “tramanda” le sue cognizioni al giovane allievo, il nonno racconta la sua amara esperienza di vita al nipote… Ma il libro è anche una sorta di peana al “nostro”Adriatico, un mare, come s’usa dire adesso, che non divide ma unisce due sponde, perché Piero si dà alla dipintura delle vele per una comunità dell’opposta sponda adriatica. E’ un passaggio di consegne quello che viene “celebrato” in questo libro, che ci riserva una “rivisitazione” finale (ci si passi il termine improprio), indovinata e felice, della notissima leggenda chioggiotta, immortalata dal D’Annunzio e specialmente dal nostro prof. Memi Perini, de “La valle dei sette morti”, oltre alla presenza di un racconto, “Storia del matto Cenci”, steso alcuni anni fa dall’autore e allora distribuito come dattiloscritto. E’questo, un libro per i ragazzi e sui ragazzi, specialmente quelli “difficili”, cui Bighin dedica con affetto particolare le sue cure in veste di operatore (e presidente) all’interno dell’associazione “Opera Baldo”.
Angelo Padoan
PIERGIORGIO BIGHIN, Piero delle vele, Ed. Il Leggio, Chioggia, 2007, pp.181, Euro 14,00.
21:10 Scritto da: lolli51 in Recensioni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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